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Cassazione: tempi troppo lunghi nel fallimento? I creditori vanno risarciti

Nel caso in cui una procedura fallimentare abbia una durata superiore a sette anni, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che i creditori vanno risarciti.

L’ orientamento si avvicina a quello della Corte di giustizia europea secondo cui il termine di ragionevole durata per questo tipo di procedura deve essere di 7 anni, tempistica ritenuta necessaria per poter definire il riparto dell'attivo ed i procedimenti incidentali nati dal fallimento nei vari gradi di giudizio.

Nella Sentenza (n.28318/2009) i giudici della Corte sottolineano di aver tenuto conto della particolare complessità delle procedure ed indicano che: "Nel fissare il termine di ragionevole durata, nella valutazione della complessità della vicenda processuale, deve quindi tenersi conto delle fasi strumentali alla definizione dei rapporti e della liquidazione dei beni, rilevanti in quanto incidenti sulla complessità del caso, ferma restando la necessità di estendere il sindacato anche alla durata di dette cause, ed alle ragioni delle medesime, avuto riguardo alla loro obbiettiva difficoltà ed alla mole dei necessari incombenti".

Approfondimenti

Dopo le sanzioni comminate dall'autorità Antitrust alla fine di ottobre 2017 a diverse grandi banche italiane sulle modalità di vendita delle pietre preziose. MOLTI INVESTITORI avrebbero titolo per recarsi presso la propria banca per richiedere la restituzione dell'investimento effettuato in diamanti, commissioni incluse.

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Si possono pagare i tributi indicati nelle cartelle di pagamento utilizzando i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

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